Partiti con l’intenzione di percorrere il Chiaretti-Pietrostefani dal Rifugio Sebastiani, avendolo trovato molto magro, abbiamo deciso di rivolgerci al versante Nord.

Alla partenza, una importante presenza del CNSAS, impegnato in una esercitazione, ci rassicura un po, visto che per entrambi è una prima volta, per il mio compagno di avventure è il primo canale invernale, per me il primo canale sul versante Nord.

Itinerario

Lasciata l’auto al Rifugio Sebastiani, poichè la strada per la Sella di Leonessa è stata volontariamente sbarrata con della neve (forse per evitare che, più in alto, qualcuno potesse rimanere bloccato? Ecco il motivo), ci incamminiamo senza ramponi verso la Sella delle Scangive. Non abbiamo trovato necessario indossarli subito, ma altri gruppi l’hanno fatto; ci sono in effetti delle placche ghiacciate, lungo il sentiero, e degli accumuli di neve ventata proprio sotto i canali. Lasciamo alla vostra valutazione delle condizioni di innevamento questa scelta.

Come è possibile vedere dalle foto, i canali classici sono tutti fattibili.

Arrivati alla Sella delle Scangive, dopo aver dato una occhiata al Chiaretti Pietrostefani si procede a scendere in direzione nord, con un lungo traverso che ci porta ad aggirare lo sperone dietro il quale si nasconde il canale nord e, ancora più a sinistra, salendo, il canale Primo Maggio.

Le condizioni del traverso sono ottimali, neve abbastanza dura e non troppe rocce scoperte.

Entriamo nel canale con una pendenza costante e due cordate che ci precedono stanno allestendo la sosta su uno spuntone di roccia a sinistra; noi ci sentiamo sicuri e procediamo in conserva pur avendo con noi tutto il materiale necessario per allestire soste e fare tiri. Abbiamo avuto un bel da fare per stare attenti a non disturbare le manovre delle altre due cordate, soprattutto nella strettoia.

Il canale non è difficile ed è già scalinato, arriviamo quindi velocemente alla seconda sosta, dove superiamo le due cordate, dirigendoci a sinistra, verso il tratto di misto più delicato; un po di vetrato ricopre tutto, ma per la maggior parte i ramponi lavorano su roccia. Superato il tratto di misto più ripido (75°), dove forse avremmo dovuto proteggerci, si esce velocemente in cresta. La lunghezza complessiva del canale non supera due lunghezze di corda.

Dalla cresta si deve brevemente traversare verso destra, su una esile cengetta un po esposta sulla parte terminale della Chiaretti-PIetrostefani e, quindi arrivare ad una selletta dove ci si può riposare.

Abbiamo quindi riposto una piccozza e, sempre con i ramponi calzati, abbiamo risalito un altro tratto di misto con passaggi di II grado e, rapidamente, abbiamo guadagnato la cresta sommitale, con una bella neve ghiacciata sul versante E; risalita la cresta si supera l’uscita del canale dell’Orsacchiotta (molto ghiacciato e con una bella pendenza) e in breve in vetta.

 

La discesa è avvenuta per il canale centrale, abbastanza ghiacciato, ma molto scalettato; da fare in sicurezza, legandosi, ed usando i ramponi sui gradini. Al termine del canale, quando la pendenza diminuisce, senza percorso obbligato, fra accumuli di neve ventata dove si affonda molto, si guadagna nuovamente il sentiero e brevemente si torna al rifugio.